Il 16 agosto, giorno della festa del Santo, è iniziato "ufficialmente" alle ore 1.35 di notte, il momento con l’accensione dei fuochi alle 40 "callare" di rame stagnato per la cottura dei ceci, seguita da altrettanti spari di bombe. Era l’inizio della "notte bianca" di Villa Santo Stefano, quando i "Servitori" in costume tradizionale e sotto la guida dei "Maestri di Mensa", hanno preparato tutto l’occorrente per la cottura dei sette quintali di ceci (record assoluto) della "Panarda".
La mattina è iniziata con il giro nelle vie e piazze del paese della Banda Musicale. E come da tradizione, alle ore 10.30, c’è stato l’omaggio floreale in memoria dei Caduti di tutte le guerre. È da rimarcare il fatto di ricordare, proprio nel giorno di festa, tutti coloro che hanno combattuto, tra caduti e reduci, per la nostra libertà e per la Patria. Subito dopo, è seguito l’assaggio ufficiale della Panarda da parte delle autorità locali. Dopo la Santa Messa Solenne è seguita la processione di San Rocco. In piazza Umberto I, il parroco don Pawel ha impartito la santa benedizione della Panarda. Un rito ben augurante per tutta la comunità. Al termine, la processione ha fatto rientro nella parrocchiale dove la statua di San Rocco resterà fino a sabato 13 settembre: data per la "Festa del Rientro". Dopo la parte religiosa, è iniziata la distribuzione della Panarda, in piazza Amasio Bonomi al domicilio degli offerenti, e in piazza Umberto I con le solite file per i forestieri e turisti che potevano anche acquistare i gadget appostiti della Panarda stessa. Era bello vedere i "Servitori" che sfrecciavano attraverso il paese per consegnare, casa per casa, le "razioni" di ceci e i pani dentro le caratteristiche "pignatte" di coccio. Emozione ha suscitato nel sentire chiamare le varie famiglie con nomi o soprannomi di persone care da tempo scomparse. Un modo per farle sentire ancora vicine e partecipi alla festa. Ottima la qualità e il gusto dei ceci grazie all’abilità culinaria dei "Maestri di Mensa", in primis il capo maestro Alfredo Lucarini e poi Renato De Filippi. Bravi pure i "Servitori" che hanno fatto un ottimo lavoro per la cottura e la distribuzione casa per casa. La tradizione della Panarda ha saputo mantenere intatta quell'aura magica, quel senso di appartenenza di un popolo intero a una comunità e la devozione per il proprio Santo Patrono, da invocare nei momenti difficili della vita. Una tradizione unica che risale almeno dal 1601. Oltre 4 secoli di storia!
7 settembre 2008 - Enzo Iorio |
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